Questo libro sull’esperienza adottiva è rivolto in particolare ai genitori, naturali, adottivi o aspiranti tali. Nasce da un lungo lavoro di riflessione e rielaborazione della propria esperienza profonda da parte di un gruppo di genitori adottivi, che si sono ritrovati periodicamente con l’aiuto di uno psicoanalista.

“In un paese di madri” narra il rapporto fra Jody Goodman, ventenne alle prime armi col mondo del cinema, e Claire Roth, affermata psicologa quarantenne, sposata e con due figli, che da ragazzina era rimasta incinta e aveva dato la figlia in adozione. Con il procedere della terapia, Claire comincia a sospettare che Jody sia proprio la figlia da cui si separò vent’anni prima e dirotta l’argomento delle sedute, che inizialmente dovevano concentrarsi sulla situazione affettiva e lavorativa di Jody (in crisi rispetto alla sua scelta di andare alla scuola di cinema di Ucla), verso la famiglia di Jody e in particolare verso le circostanze della sua adozione. Tutti i dettagli collimano: le date, i luoghi, le persone. Ma come deve comportarsi Claire allora? Tutti quegli aspetti della vita di Jody che il distacco della professione le permetteva di vedere come innocua o semplice esperienza di vita, improvvisamente la toccano da vicino, le appaiono come terribili minacce per la figlia. In un crescendo di ansia e tensione, Claire perde lucidità e sconfina in un territorio pericoloso, morboso, ossessivo, fino a spingere Jody a scappare. Il legame fra le due, però, reale o immaginario che sia, non è facilmente solubile e le due dovranno incontrarsi ancora una volta…

Originaria di un villaggio poco lontano da Bombay, Asha viene presto abbandonata dai suoi e ospitata in un convento di suore. Per sei interminabili anni non smette di cercare i genitori… Finché non avviene un piccolo miracolo: è accolta da una famiglia di Barcellona che le dà tutto quanto ha sempre sognato, specialmente tenerezza e affetto. Ma il desiderio profondo di conoscere il proprio Paese e ricostruire i frammenti del passato spingono la giovane, vent’anni dopo, a un lungo viaggio, reale e simbolico, in India, dove finalmente potrà accettare la propria identità di “figlia del Gange”. Una toccante testimonianza in prima persona sul delicato tema dell’adozione.

Il problema dell’adozione, sempre più presente ed enfatizzato dai mezzi di comunicazione, anche sull’onda dell’emotività, resta una realtà carica di interrogativi. Che cosa significa essere genitore adottivo? È sufficiente desiderare un bambino e volergli bene per risolvere tutti i problemi? La legislazione attuale è adeguata in proposito? Le autrici riflettono su queste e altre questioni in un’ottica psicodinamica, ponendosi “dalla parte degli adulti”, gli aspiranti genitori: infatti essere veramente “dalla parte del bambino” implica aiutare gli adulti a ricercare dentro di sé i significati profondi legati alla mancanza e al desiderio di un figlio. Non vengono peraltro trascurate “la voce e l’esperienza” del bambino abbandonato, attraverso l’analisi del materiale clinico che sottolinea il faticoso processo di crescita dall’infanzia all’adolescenza nella nuova famiglia.

Come si fa una domanda per l’adozione? A chi ci si deve rivolgere? E’ meglio un’adozione nazionale o internazionale? Quali trafile burocratiche sono da percorrere? Esiste un “mercato” delle adozioni? Come sfuggirgli? Come affrontare l’avventura dell’adozione? Come vivere i primi giorni con il “nuovo nato”? Come sopravvivere ai controlli psico-socio-burocratici? Un diario che diventa un manuale, con consigli non solo pratici, ma anche umani, dettato dal cuore e dalla mente di una felice madre adottiva.

Adottata alla nascita dalla famiglia Homes, A.M. ha trentun anni quando viene contattata dalla madre naturale: si ritrova improvvisamente scaraventata in un’identità parallela, dove i suoi genitori non sono i suoi genitori, ma due strani individui pieni di problemi irrisolti e inquietanti somiglianze fisiche. Cercando di rimettere insieme i pezzi della sua famiglia, A.M. si sottopone a un test del Dna, ai ricatti affettivi della madre biologica e al dolore di riporne la vita in pochi scatoloni dopo la sua morte, all’umiliazione di altre promesse non mantenute del padre, a un viaggio nel tempo per ricostruire il suo albero genealogico, sforzandosi di non perdere l’equilibrio e di non farsi sopraffare dall’assurda fatica di far rientrare nella propria identità un’altra famiglia, un’altra storia.

L’adozione: un’avventura, una sfida, un miracolo di cui questo libro ci parla attraverso le riflessioni di autori d’eccezione, essi stessi genitori adottivi o professionisti che hanno accompagnato altri adulti in questo difficile cammino.